Il sionismo e lo stato di Israele nascono con l’intento di fornire agli ebrei un posto sicuro dove vivere in pace dopo secoli di diaspora in cui erano costretti al nomadismo ed erano spesso cacciati e perseguitati dalle popolazioni locali.
La soluzione trovata però non sembra andare in quella direzione.
Confini blindati: 1650 km di muri
Nel 2025 Israele risulta circondato su tutti i confini terrestri da oltre mille seicentocinquanta chilometri di barriere fisiche, in gran parte già operative e tutte presidiate da sensori, torrette automatiche e pattuglie dell’esercito, rendendo il perimetro dello Stato uno dei più fortificati e militarizzati del pianeta.
- Cisgiordania
La barriera di sicurezza progettata a 708 km, oggi completata al 65%, combina tratti di muro in cemento e recinzione elettrificata con torrette, sensori e droni di pattugliamento, proiettandosi in profondità nel territorio occupato (IMEU) - Striscia di Gaza
Dal dicembre 2021 l’intero confine di 65 km è protetto da un sistema “muro-ferro-sensori” in superficie, un muro di calcestruzzo sotterraneo anti-tunnel e postazioni di fuoco remoto, controllato ventiquattr’ore su ventiquattro dall’IDF (The Times of Israel) - Sinai egiziano
Una recinzione d’acciaio alta 5–8 metri copre 242–245 km fra Eilat e Gaza, conclusa nel 2014, dotata di radar e camere a circuito chiuso per contrastare jihadisti, trafficanti e immigrazione irregolare (The Times of Israel, Wikipedia) - Giordania
Esiste già un tratto rinforzato di 30 km vicino ad Eilat, ma nel maggio 2025 il governo ha approvato un progetto di 425 km di barriera multilivello con sensori avanzati e pattuglie mobili che chiuderà l’intero confine orientale entro tre anni (The Times of Israel, The Times of Israel) - Libano
Dal 2018 sono in posa muri di cemento armato, reti d’acciaio e sistemi ottici lungo i 130 km della Blue Line; la sezione più critica di 11 km è già alta nove metri, il resto procede a ritmo ridotto per ragioni di terreno e ostilità di Hezbollah (Wikipedia) - Siria (Golan)
Dopo il collasso del regime di Assad Israele sta asfaltando una strada militarizzata e installando una nuova recinzione sensorizzata lungo la linea Alpha, rinforzando il vecchio reticolato del Golan (The Jerusalem Post, The Times of Israel)
Bunker in salotto: l’obbligo del “mamad”
Dal 1992, per legge ogni nuova abitazione in Israele deve essere costruita con un “mamad”, uno spazio protetto interno in cemento armato, destinato a fungere da rifugio immediato in caso di attacco, integrando in modo sistematico la sicurezza nella vita quotidiana degli ebrei.
- La legge israeliana vigente stabilisce che tutti i nuovi edifici residenziali dal 1992 devono includere un “mamad” (Merhav Mugan Dirati), ovvero un ambiente protetto interno in cemento armato, con porta in acciaio, finestra sigillata e filtri d’aria, progettato per resistere a razzi, esplosioni e attacchi chimico-biologici (Wikipedia).
- Le specifiche tecniche richiedono spessore dei muri in cemento armato di circa 20–30 cm, pavimento resistente, porte in acciaio e sistema di ventilazione con filtraggio (Wikipedia, oref.org.il, Masa Israel).
- Un emendamento del luglio 2025 ha semplificato l’iter per aggiungere mamad anche in edifici esistenti e ne ha ampliato dimensioni e dotazioni (fino a 15 mq con bagno incluso) (The Times of Israel).
- Non tutti gli israeliani ne beneficiano: circa il 56 % delle 2,96 milioni di abitazioni (1,67 milioni) costruite prima del 1992 non ha un mamad privato (The Times of Israel). Le comunità Beduine non riconosciute spesso non ottengono permessi e sono costrette a rifugi improvvisati (apnews.com).
Spesa militare
Dopo l’offensiva su Gaza e il confronto con Hezbollah, Israele ha portato la spesa militare al 8,8 % del PIL nel 2024, secondo SIPRI — più del quadruplo della soglia NATO e il secondo valore più alto al mondo, segnando il picco israeliano degli ultimi trent’anni.
- L’8,8 % (o 8,4 %) è oltre quattro volte il target NATO del 2 % e quasi il quadruplo della media OCSE (~2,3 %).
- Nel 2024 solo l’Ucraina (34 %) ha un onere più alto; la Russia è al 7,1 %.
- Storicamente Israele superava il 20 % di PIL negli anni ’70; l’attuale picco è il più alto dal 1991 ma non un unicum.
- L’impennata 2024 deriva da: guerra a Gaza, aviazione su Libano, mobilitazione prolungata (300 000+ riservisti), ripristino scorte Iron Dome & Arrow, fondi per ricostruzione mamad e retrofitting di rifugi.
Violenza quotidiana
In Cisgiordania nei nove mesi che precedono il 7 ottobre, Israele ha registrato
- Oltre 300 attacchi terroristici organizzati
- Più di 2500 episodi minori
- Lo Shin Bet (Israel Security Agency) ha sventato 1032 attacchi organizzati

https://www.inss.org.il/publication/terror-2023-2024/
Passaporto nascosto
Dal 7 ottobre 2023 la sensazione che «il mondo ci odi» si è radicata in larga parte della popolazione israeliana. Avvisi ufficiali, sondaggi e casi concreti indicano che molti viaggiatori ebrei o israeliani scelgono di mimetizzarsi – togliendo simboli religiosi, tacendo la nazionalità o usando un secondo passaporto – per ridurre il rischio di aggressioni o rifiuti.
- 3 novembre 2023 – allerta governativa. Il Consiglio di Sicurezza Nazionale (NSC) e il Ministero degli Esteri hanno chiesto a tutti gli israeliani all’estero di «evitare di mostrare simboli israeliani o ebraici in pubblico», definendo ambasciate, aeroporti e comunità ebraiche possibili bersagli (Jewish Telegraphic Agency)
- 59 % degli israeliani nasconde i simboli ebraici. Sondaggio Ruderman (1006 intervistati, febbraio 2022): quasi sei su dieci rimuovono kippah, Stella di David o cambiano lingua quando viaggiano; fra i 18-29 anni il 13 % dichiara che non rivelerebbe di essere israeliano (Ruderman Family Foundation)
- 56 % teme di non poter più volare. Indagine Midgam per Channel 12 (2 agosto 2025): oltre metà della popolazione teme di restare bloccata all’estero a causa dell’ostilità internazionale scatenata dalla guerra di Gaza (The Times of Israel)
- Rifiuto alberghiero in Italia. Il 15 novembre 2024 un hotel dell’Alto Adige ha annullato la prenotazione di una coppia, motivando che «gli israeliani, colpevoli di genocidio, non sono benvenuti»: caso ripreso da Associated Press e altri media (AP News)
- Divieto delle Maldive. Dal 16 aprile 2025 l’isola-stato proibisce l’ingresso ai titolari di passaporto israeliano; sono ammessi solo coloro che possiedono un secondo documento straniero, spingendo molti viaggiatori a usare la cittadinanza alternativa (Reuters)
- 17 % ha già un passaporto estero, 56 % ne vuole uno. Sondaggio Shiluv/Ipanel per Channel 2 (febbraio 2016, 500 intervistati) conferma la tendenza a dotarsi di doppia cittadinanza per facilità di viaggio e sicurezza futura (The Times of Israel)
Tre anni in divisa
- Dal 2024 la leva israeliana richiede di nuovo 3 anni agli uomini e 2 anni alle donne, con possibili estensioni per ruoli speciali e con un dibattito aperto su un allargamento dei doveri a tutta la popolazione in età di leva, comprese le fasce finora esentate. Il servizio militare in Israele rimane fra i più lunghi e vincolanti al mondo, riflettendo la percezione costante di minaccia esterna e la necessità di mantenere forze armate sempre pronte.
- Dal 15 luglio 2024 il gabinetto di sicurezza ha approvato il ritorno della leva maschile a 36 mesi per i nuovi coscritti, decisione poi confermata dal governo per i successivi otto anni, motivata dall’impegno simultaneo a Gaza e sul fronte libanese (Reuters, The Times of Israel)
- Dopo decenni di ampie esenzioni, la Corte Suprema ha imposto la coscrizione degli ultra-ortodossi, costringendo governo ed esercito a richiamare decine di migliaia di studenti di yeshiva. Ne è nato uno scontro frontale: arruolamenti forzati da un lato, proteste rabbino-politiche dall’altro, con ripercussioni sulla stabilità della coalizione di governo.
Nei decenni a venire, la bandiera di Israele e tutti i simboli ebraici saranno calamite per rabbia, odio e atti di violenza in medio oriente come nel resto del mondo. Se Israele pensava di costruire la propria pace presente e futura macellando un popolo e usurpando la sua terra, beh non c’è che da complimentarsi con l’intuizione politica di Netanyahu e dei suoi soci.
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